Rilevatore apicale: cenni storici e come sceglierlo

May 03, 2022 | scritto da:


Per molti decenni l’odontoiatra ha basato la precisione dell’attività endodontica su una serie di radiografie endorali effettuate all’inizio, durante e alla fine della cura.

Ma questa procedura era utile per il raggiungimento dello scopo?

L'esame radiografico presenta dei limiti è può generare degli inconvenienti. Infatti, nella pratica, una misurazione su un’immagine bidimensionale può, a volte, dare delle false indicazioni e inficiare il risultato della cura.

L’avvento del rilevatore apicale è stato la svolta che ha rivoluzionato questa pratica clinica. Ma da dove parte l’idea iniziale che ha portato alla nascita di questo apparecchio?

 

Rilevatore apicale: qualche cenno storico

All’inizio del secolo scorso, Custer individuò la possibilità di misurare la lunghezza di un canale radicolare utilizzando la corrente elettrica. Questo risultò possibile perché i tessuti periapicali rivelarono di avere una conduttività maggiore di quelli intracanalari.

Su questo importante concetto, ovvero la misurazione della resistenza al passaggio di una corrente elettrica, si fondano molteplici studi che sono stati la base per arrivare a produrre il rilevatore apicale.

Uno dei più importanti passaggi è dovuto a Suzuki che nel 1942 comprende che è realmente possibile effettuare delle misurazioni tramite due elettrodi inseriti uno nel canale e uno a contatto della mucosa.

Ma è solo negli anni ‘60 che Sunada crea il primo rilevatore apicale della storia.

Purtroppo sfruttava la corrente continua e per la rilevazione richiedeva che il canale fosse completamente asciutto. Per questi motivi, all’epoca, queste apparecchiature non erano ancora in grado di dare misurazioni precise al professionista.

L’evoluzione, negli anni a venire, permise di produrre modelli di rilevatore che sfruttavano la corrente alternata. La precisione di misurazione aumentò, ma rimanevano ancora molti limiti. Di conseguenza non si ebbe una diffusione capillare di questo dispositivo.

Fortunatamente la ricerca e lo sviluppo non si fermarono e, ad oggi, si può dire che il rilevatore apicale è ormai uno strumento affidabile quotidianamente al fianco dell’endodontista.

Di non trascurabile aspetto, rispetto alle procedure precedenti, è la forte riduzione delle radiografie fatte a supporto della cura endodontica. Questo particolare aspetto è molto gradito dai pazienti, sempre più sensibili al tema.

 

Come scegliere il rilevatore apicale

Ad oggi, il professionista può visualizzare su un display a colori tutte le informazioni utili per effettuare una procedura clinica di eccellenza.

Spesso il rilevatore apicale, che nasce come dispositivo a sé stante, viene collegato o è integrato in un micromotore da endodonzia. Questo consente la continua rilevazione dell’andamento dello strumento nel canale fino ad arrestarne il movimento e, in alcuni casi, il senso di rotazione.

A livello ergonomico utilizzare apparecchiature “stand alone”, soprattutto se collegate tra di loro, può creare qualche complicazione. Il sovrapporsi di fili di collegamento tra rilevatore e micromotore, oltre a quelli collegati agli elettrodi necessari per la misurazione in continuo, possono creare qualche difficoltà durante la pratica clinica.

Una valida alternativa, propria dei riuniti di ultima generazione, è la possibilità di avere integrato a bordo tavoletta strumenti il rilevatore apicale che si collega direttamente alla coppia “micromotore/manipolo endodontico”.

Le informazioni del rilevatore vengono, in questo caso, visualizzate sulla consolle di controllo del riunito e, ove presente, anche sul monitor. Questa integrazione permette di monitorare in tempo reale la fase di “strumentazione” del canale radicolare.

 

Localizzatore apicale integrato nel riunito

Su alcuni modelli di riuniti esiste anche la possibilità di:

  • scegliere tra una libreria di lime endodontiche;
  • impostare dei valori di sicurezza per evitare rottura delle stesse all’interno del canale;

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  • scegliere anche tipologie di movimenti alternativi come indicato dalle più moderne tecniche endodontiche.

APEX locator

Su tutta la gamma Anthos, a partire dal modello A5, è disponibile il rilevatore apicale integrato.

I modelli A7, L9, R7 e Surgical Cart possono essere equipaggiati con il micromotore dedicato dotato delle funzioni Autostop, Autoreverse, Autoforward oltre che di database di lime endodontiche.

Questa tipologia di micromotore dialoga direttamente con il localizzatore apicale elettronico. Massima ergonomia di lavoro in un “sistema integrato” a disposizione di una endodonzia di eccellenza.

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